Quanti scatti ha fatto la mia reflex?

L’interrogativo di molti fotografi è proprio il numero di scatti fatti con la propria adorata compagna di avventure: tuttavia non è facile quantificarlo, dato che la numerazione progressiva ricomincia da capo ogni 1000 scatti.

Per fortuna ci viene incontro questo sito: basta caricare la nostra ultima fotografia non modificata per procedere alla conta!

Allora com’è andata?

Ilaria ha totalizzato

13.900 scatti in 2 anni con la d90 dal 2011
36.366 scatti in 4 anni sulla d60 dal 2009

 

Alessandro

8.326 scatti in 2 anni con la d7000 dal 2011

(non riesco a trovare una foto della d60 recente sul mio pc – Ila)

 

Siamo una coppia di nikonisti soddisfatti: le nostre macchine funzionano bene e ci regalano un sacco di soddisfazioni.

E voi?

tecniche di fotoritocco: lavorare sui canali LAB

Ieri sera guardavamo su 500px meravigliose fotografie (cliccate qui per vedere a cosa ci riferiamo) con colori brillantissimi, accesi, definiti. Ci chiedevamo quale fosse il segreto, la bacchetta magica capace di trasformare una foto un po’ piatta in questa esplosione di meraviglia.

Sapete bene che contrastando in generale si saturano i colori: questo succede operando col metodo RGB. Dopo un po’ di ricerche su internet siamo approdati al metodo lab.

“Lo Spazio colore Lab o CIELAB o CIE 1976 (L*, a*, b*) è uno spazio colore-opponente con la dimensione L per la luminosità e a e b per le dimensioni colore-opponente”. Volete saperne di più di tecnicismi teorici? Leggete la pagina Wikipedia o approfondite l’argomento sui differenti canali qui

Passiamo alla pratica: operando il lab è possibile contrastare senza aggiungere saturazione, correggere le dominanti, applicare una maschera di contrasto senza incrementare il rumore, ecc.

Dan Margulis è internazionalmente ritenuto il padre della correzione del colore e dell’ottimizzazione dell’immagine su Adobe Photoshop:  è il maggiore esperto internazionale sulla correzione colore lab. Da questo sito potete ottenere maggiori informazioni sul suo conto e trovare risorse sull’argomento.Purtroppo i video più interessanti di Dan Margulis sono disponibili  solo a pagamento su kelbytraining.com (notizie più dettagliate a questo link): esistono tuttavia alcuni brevi tutorial gratis in lingua inglese disponibili in forma di podcast video (qui l’elenco degli argomenti).

Se non masticate bene l’inglese e per voi photoshop è un mistero già in italiano niente paura: Marco Olivotto è l’uomo che fa per voi. Sul sito teacher in a box potete trovare il suo videocorso: alcune parti del corso sono disponibili gratis (cliccate qui). Per altre risorse gratuite vi segnalo:

Ma arriviamo al dunque: cosa abbiamo scoperto dopo una giornata di “studio”sul metodo lab e aver divorato le risorse qui indicate? O meglio, perché dovreste perdere il vostro tempo a scervellarvi su questo argomento?

Bene abbiamo provato a contrastare una foto col metodo Lab

a

risultato (click per aprire in hd; siamo a Rustrel, il colorado provenzale):

colorado

Altro esempio, che forse meglio illustra la potenzialità della tecnica perchè i colori di partenza son pessimi e il cielo parzialmente bruciato:

lab esempio 2

Cliccate sulle foto per vederle in grande: qui sotto vedete il risultato integralmente. C”è ancora da domandarsi perchè non usare il metodo LAB?

firma x sito 1

E abbiamo scoperto come operare duplicando i canali e utilizzando metodi di fusione diversi per corregge i colori e le dominanti: basterà andare al menù immagine/applica immagine e cambiare  il metodo di fusione da moltiplica a “luce soffusa” o “sovrapponi” e all’opzione “canale” selezionate il canale che volete duplicare tra a, b e l.

Bhe che dire? Abbiamo molto da imparare, ma speriamo di avervi incuriosito e aiutato a sciogliere qualche dubbio su questo metodo.

tutorial di photoshop: ritoccare i ritratti parte 1

Oggi inauguriamo la sezione tutorial col primo pdf  parte di un ebook che stiamo preparando sul fotoritocco dei ritratti.  In questo file riproponiamo alcune delle tecniche più usate nel ritocco con la nostra personale interpretazione e rielaborazione.

Noi abbiamo appreso le tecniche che adottiamo in questo ambito dai libri di Scott Kelby  in particolare da  Fotoritratto. Tecniche professionali di fotoritocco con Photoshop ” (“professional portrait retouching tecniques“)  e da “Photoshop CS5 per la fotografia digitale” (vi linkiamo l’ ultima edizione aggiornata al cs6)I manuali di Kelby sono un’ottima risorsa per imparare le tecniche di fotoritocco necessarie per la fotografia digitale: vi consigliamo assolutamente la loro lettura per approfondire gli aspetti della post produzione. Sono molto validi perché illustrano passo a passo ogni passaggio con una prosa divertente che rende la lettura scorrevole: per ogni passaggio ci sono validissime illustrazioni a colori (non so voi, ma noi non concepiamo i libri di fotoritocco in bianco e nero, come capire i colori?). Il linguaggio s’addice a chi parte da zero, anche i passaggi più complessi sono comprensibili e chiari.  Vi consigliamo assolutamente quindi la lettura di questi libri, per approfondire i temi da noi trattati.

Dopo questa introduzione un po’ logorroica, ecco qui il primo capitolo su come ritoccare gli occhi ed enfatizzare lo sguardo

1. a me gli occhi

A breve pubblicheremo le altre parti e successivamente anche il pdf completo: per non perdere gli aggiornamenti attivate il feed via email in modo da ricevere ogni post nella vostra casella di posta elettronica!

Lightroom: il nostro nuovo migliore amico

Stasera abbiamo deciso di parlare un po’ di lightroom: il programma Adobe è un validissimo alleato nella gestione di flussi di lavoro importanti e se sfruttato al meglio consente di visionare, catalogare, archiviare e sistemare direttamente le fotografie in pochi click.

lightroom articolo

 

Noi lo usiamo soprattutto per gestire i lavori più impegnativi: se si tratta di postprodurre pochi scatti usiamo photoshop. Di certo questo programma ci ha permesso di ridurre drasticamente i tempi di post produzione accelerando di molto il nostro workflow. Ora noi, dopo aver svuotato le sd

  1. dividiamo in sottocartelle le fotografie in base ai momenti significativi della giornata: se affrontiamo un matrimonio di solito dividiamo in scatti prima della cerimonia, arrivo in chiesa, cerimonia, riso, foto di gruppo, foto agli sposi, festa, taglio della torta.
  2. importiamo le cartelle ad una ad una con lighroom, guardiamo le fotografie e dopo una prima scelta applichiamo gli aggiustamenti base. Qui la funzione “sincronizza” ci viene in aiuto: una volta regolati i parametri possiamo applicarli a tutte le foto scattate in situazioni simili semplicemente selezionando la foto modificata, poi le foto su cui applicare gli effetti e cliccando su “sincronizza” (dal pannello sviluppo).
  3. A questo punto esportiamo in una sottocartella le fotografie scelte e sistemate e continuiamo la postproduzione in photoshop per gli aggiustamenti più complessi (filtri particolari, bianco e nero, elementi di disturbo da rimuovere col timbro clone, ecc.)

 

 

Insomma lightroom è proprio una valida carta, e anche se agli inizi lo trovate un po’ complicato da usare, vi consigliamo davvero di perseverare e imparare a sfruttarlo: la logica con cui lightroom apporta modifiche alle foto non è semplice da ingranare, ma una volta familiarizzato col meccanismo importa e esporta che si discosta solo per i nomi dal classico apri – modifica – salva con nome, noterete come riuscirete a razionalizzare i tempi necessari nelle modifiche.

Visto che siamo in vena di liste, ecco i 10 motivi per cui dovreste provare lightroom

  1. Consente di taggare le fotografie una volta importate per parole chiave e creare un’efficientissima libreria fotografica
  2. Consente di apportare modifiche in modo immediato nella modalità sviluppo, processando i jpg quasi come fossero raw (aggiustare i neri, il bilanciamento del bianco ecc), regolazioni che in photoshop sono molto meno immediate: pensate che per settare il bilanciamento del bianco basta cliccare col contagocce sull’area che si dovrebbe essere bianca.
  3. Consente di sincronizzare le modifiche apportate a una fotografia a tutte le fotografie desiderate in pochi click
  4. efficientissimo filtro di riduzione disturbo
  5. Tutte le modifiche apportate sono completamente reversibili: se non siete convinti dell’output finale potete riaprire lightroom e ricominciare da capo o cambiare qualcosa tornando indietro di tutti i passaggi desiderati senza dover salvare pesantissimi psd
  6. La visualizzazione in fase di sviluppo ha la modalità prima e dopo, utilissima per non perdere la bussola in fase di regolazione.
  7. Le regolazioni dei colori sono immediate o offrono interessantissimi risultati
  8. Il pennello consente di apportare regolazioni mirate solo sulle parti di foto colorate, operando come una maschera di livello al contrario
  9. Potete automatizzare le operazioni di salvataggio specificando dove salvare, come rinominare le foto e addirittura aggiungere una filigrana in fase di esportazione se gli scatti sono destinati alla pubblicazione on line
  10. Fin ora abbiamo parlato dei pannelli libreria e sviluppo: anche le funzioni presentazione, stampa e web sono utilissime per ottenere il meglio dalle vostre fotografie

 

Ovviamente non saremmo obiettivi se non elencassimo anche cosa non ci è piaciuto

  • se lightroom non dispone dei plug in per aprire il raw di una fotografia, in caso di modalità raw + jpg, non importa i jpg associati ai raw non riconosciuti: occhio!!
  • Il comando esporta vale per la sola foto selezionata: assicuratevi di selezionare tutto quando esportate
  • Le curve di photoshop restano comunque una migliore soluzione, secondo noi, rispetto alla curva di viraggio presente in modalità sviluppo
  • Non siamo mai riusciti a riprodurre in lightroom alcuni particolari toni, ottenuti sovrapponendo più livelli con modalità di fusione diverse in photoshop.

 

E voi, usate lightroom o preferite programmi di fotoritocco più “tradizionali”?

 

Editing foto con l’ipad – testando photoshop touch

Stamattina abbiamo deciso di testare photoshop touch per ipad con due o tre scatti fatti nel giardino di casa a Silvia.

Inserita l’sd nel dispositivo, il tablet apre questa schermata dalla libreria foto

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Notiamo subito che occorre importare le fotografie per poterle visualizzarle in grande e lavorarci: speravamo di poter aprire le immagini direttamente dall’sd come se fosse una unità di memoria esterna aggiuntiva, invece viene letta come fotocamera e occorre copiare quindi i files sul tablet. Questo non è un problema quando le fotografie sono due o tre oppure si dispone della versione con più memoria del dispositivo, ma sull’ipad da 16 giga, pieno di applicazioni, questo diventa un limite: la memoria scarseggia.

Comunque procediamo con l’importazione e apriamo photoshop touch

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Da qui possiamo scegliere su che fotografia lavorare e procedere con l’editing: l’app targata Adobe ha tutti gli strumenti basilari per ritoccare comodamente le fotografie (curve, livelli, incluso il timbro clone). Ovviamente non è come la versione completa per il pc, ma è decisamente un’ottima soluzione mobile.

Procediamo col ritocco senza problemi

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Otteniamo questo risultato finale, che possiamo salvare nella  libreria foto o sulla adobe creative cloud oppure ancora procedere  direttamente all’upload su facebook: da questo momento è possibile poi trasferire l’immagine sul pc tramite un servizio cloud o via email. Purtroppo non si può salvare direttamente sulla schedina di memoria la nuova versione del file. Infatti il dispositivo è di “sola lettura” e non scrive sulla memoria esterna.

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Nel complesso l’app ci è piaciuta molto: è semplice ed intuitiva. Tuttavia il macchinoso sistema dell’importazione rende l’ipad adatto soltanto a piccole operazioni di fotoritocco al volo. Magari dopo una prima scelta e archiviazione a pc può essere un buon modo per trascorrere un viaggio in treno in modo produttivo, o di portarsi avanti col lavoro ritoccando una fotografia nei tempi morti. Di certo non può gestire flussi di lavoro importanti: non  riusciremo di certo a ritoccare le foto delle vacanze sulla via del ritorno mettendo l’sd appena estratta dalla macchina nel lettore.

Continuate a seguirci!

questa fotografia è stata invece ritoccata tradizionalmente a pc.

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Potete dare un’occhiata ai nostri ritratti cliccando qui

ritratti icona

Ilaria & Alessandro