Noifotografiamo per Le Rive della Bormida

Estate è tempo di mostre: quest’anno abbiamo partecipato alla mostra organizzata dall’associazione culturale Le rive della Bormida “Un paese vuol dire non essere soli”: un minuzioso lavoro di archivio e raccolta ha portato alla luce meravigliose fotografie antiche esposte a palazzo di città.

Il nostro ruolo è stato duplice: oltre a scattare le immagini per la locandina, abbiamo creato alcune elaborazioni grafiche che ripropongono frammenti di antiche foto nel contesto moderno dei luoghi di oggi, riflettendo sui cambiamenti.

Abbiamo notato che ciò che veramente è cambiato non è il paesaggio in sé, quanto i nostri stili di vita, ciò che siamo, come ci vestiamo, cosa consumiamo: sono questi elementi ad aver trasformato ciò che ci circonda, ma non in un modo così radicale come può sembrare a prima vista. Resta l’essenza del paese, i legami, i rapporti: cambia il modo di viverli.

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ecco le foto per la locandina, scattate da Alessandro in cui ho posato come soggetto.

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Che ne pensate di questo viaggio nel tempo?

“Trovarsi” – ritratto a 4 mani

Oggi pomeriggio ci siamo avventurati al castello di Roccavignale con l’intenzione di riprendere in mano il progetto delle fotografie a quattro mani: dopo un’estate in cui il “lavoro” l’ha fatta da padrone e delle vacanze in cui abbiamo fatto i turisti piuttosto che i reporter, abbiamo sentito il bisogno di concentrarci sulla pura espressione artistica.

 

Appena abbiamo visto il muro abbiamo pensato  a quanto è difficile comunicare davvero, ai muri che ergiamo davanti ad ogni discussione: non è facile ascoltarsi, ma solo ascoltandosi si può essere Noi, una coppia, e non due persone che si trovano per caso nello stesso luogo (come nella prima foto).  Ed ecco a voi “TROVARSI”

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L’anteprima di WordPress è un po’ striminzita, cliccateci per vedere la foto in grande!

 

Au revoir

Tramonto al Castello

Martedì sera mi intristiva un po’ restare a casa senza la mia metà, e così ho trascinato mia sorella al Castello di Cairo Montenotte (o forse meglio dire a ciò che ne rimane) per fare due foto al tramonto usando la lanterna che abbiamo preso la settimana scorsa. Evento della serata il fatto che abbiamo persino fatto qualche autoscatto: si ringrazia per la collaborazione il telecomandino che ha deciso di scioperare costringendomi a fare un po’ di corse!

Facebook su queste foto ha dato il peggio di sé quanto a degradare la qualità: alcune le ho messe nell’hosting di WordPress ma per ragioni di spazio ho dovuto fare una scelta

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Le altre linkate da facebook perdono un po’ in qualità ma spero apprezzerete comunque!





Ila

Lightroom: il nostro nuovo migliore amico

Stasera abbiamo deciso di parlare un po’ di lightroom: il programma Adobe è un validissimo alleato nella gestione di flussi di lavoro importanti e se sfruttato al meglio consente di visionare, catalogare, archiviare e sistemare direttamente le fotografie in pochi click.

lightroom articolo

 

Noi lo usiamo soprattutto per gestire i lavori più impegnativi: se si tratta di postprodurre pochi scatti usiamo photoshop. Di certo questo programma ci ha permesso di ridurre drasticamente i tempi di post produzione accelerando di molto il nostro workflow. Ora noi, dopo aver svuotato le sd

  1. dividiamo in sottocartelle le fotografie in base ai momenti significativi della giornata: se affrontiamo un matrimonio di solito dividiamo in scatti prima della cerimonia, arrivo in chiesa, cerimonia, riso, foto di gruppo, foto agli sposi, festa, taglio della torta.
  2. importiamo le cartelle ad una ad una con lighroom, guardiamo le fotografie e dopo una prima scelta applichiamo gli aggiustamenti base. Qui la funzione “sincronizza” ci viene in aiuto: una volta regolati i parametri possiamo applicarli a tutte le foto scattate in situazioni simili semplicemente selezionando la foto modificata, poi le foto su cui applicare gli effetti e cliccando su “sincronizza” (dal pannello sviluppo).
  3. A questo punto esportiamo in una sottocartella le fotografie scelte e sistemate e continuiamo la postproduzione in photoshop per gli aggiustamenti più complessi (filtri particolari, bianco e nero, elementi di disturbo da rimuovere col timbro clone, ecc.)

 

 

Insomma lightroom è proprio una valida carta, e anche se agli inizi lo trovate un po’ complicato da usare, vi consigliamo davvero di perseverare e imparare a sfruttarlo: la logica con cui lightroom apporta modifiche alle foto non è semplice da ingranare, ma una volta familiarizzato col meccanismo importa e esporta che si discosta solo per i nomi dal classico apri – modifica – salva con nome, noterete come riuscirete a razionalizzare i tempi necessari nelle modifiche.

Visto che siamo in vena di liste, ecco i 10 motivi per cui dovreste provare lightroom

  1. Consente di taggare le fotografie una volta importate per parole chiave e creare un’efficientissima libreria fotografica
  2. Consente di apportare modifiche in modo immediato nella modalità sviluppo, processando i jpg quasi come fossero raw (aggiustare i neri, il bilanciamento del bianco ecc), regolazioni che in photoshop sono molto meno immediate: pensate che per settare il bilanciamento del bianco basta cliccare col contagocce sull’area che si dovrebbe essere bianca.
  3. Consente di sincronizzare le modifiche apportate a una fotografia a tutte le fotografie desiderate in pochi click
  4. efficientissimo filtro di riduzione disturbo
  5. Tutte le modifiche apportate sono completamente reversibili: se non siete convinti dell’output finale potete riaprire lightroom e ricominciare da capo o cambiare qualcosa tornando indietro di tutti i passaggi desiderati senza dover salvare pesantissimi psd
  6. La visualizzazione in fase di sviluppo ha la modalità prima e dopo, utilissima per non perdere la bussola in fase di regolazione.
  7. Le regolazioni dei colori sono immediate o offrono interessantissimi risultati
  8. Il pennello consente di apportare regolazioni mirate solo sulle parti di foto colorate, operando come una maschera di livello al contrario
  9. Potete automatizzare le operazioni di salvataggio specificando dove salvare, come rinominare le foto e addirittura aggiungere una filigrana in fase di esportazione se gli scatti sono destinati alla pubblicazione on line
  10. Fin ora abbiamo parlato dei pannelli libreria e sviluppo: anche le funzioni presentazione, stampa e web sono utilissime per ottenere il meglio dalle vostre fotografie

 

Ovviamente non saremmo obiettivi se non elencassimo anche cosa non ci è piaciuto

  • se lightroom non dispone dei plug in per aprire il raw di una fotografia, in caso di modalità raw + jpg, non importa i jpg associati ai raw non riconosciuti: occhio!!
  • Il comando esporta vale per la sola foto selezionata: assicuratevi di selezionare tutto quando esportate
  • Le curve di photoshop restano comunque una migliore soluzione, secondo noi, rispetto alla curva di viraggio presente in modalità sviluppo
  • Non siamo mai riusciti a riprodurre in lightroom alcuni particolari toni, ottenuti sovrapponendo più livelli con modalità di fusione diverse in photoshop.

 

E voi, usate lightroom o preferite programmi di fotoritocco più “tradizionali”?